Ciao a tutti!
Sono super felice perché nell'edizione di Aprile di Forbes Italia, nella rubrica “Small Giants”, c'é un bellissimo articolo su di me e il mio lavoro!
Da Bressanone ai palchi internazionali: l’articolo racconta il mio percorso tra TV, eventi globali e conferenze — lavorando in cinque lingue, in 20 paesi, e condividendo il palco con nomi davvero straordinari.
Ma al centro di tutto? La comunicazione. La comunicazione che trascende culture e lingue.
Un enorme grazie al team di Forbes Italia per questo riconoscimento!
Ecco l'articolo:
VOCE SENZA CONFINI
Dai palchi internazionali alla tv, Pietro Polidori costruisce una carriera globale nella comunicazione: lingue, culture e visione al servizio del pubblico
di Mirko Crocoli
Si chiama Pietro Polidori, altoatesino di nascita (Bressanone), imprenditore e anchorman. Si laurea in architettura prima di intraprendere la via dei palchi e della comunicazione, suo segmento da anni. Le specializzazioni si diramano dalla tv agli eventi, passando per le conferenze internazionali, dedite a economia e finanza, intelligenza artificiale, sostenibilità, mobilità elettrica, fino ad arrivare ai gran gala e a rinomate premiazioni.
Cinque le lingue parlate (Italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo) e un background maturato in ben 20 paesi, con centinaia di performance alle spalle. Le grandi sfide lo esaltano, come le recenti esperienze sul piccolo schermo a Budapest, con la FIFA nel cuore di Wall Street, a New York, e a Villa Alpebella in Versilia, in contesti che lo hanno visto affiancato a personaggi del calibro di Placido Domingo, José Carreras, il Premio Oscar Will Smith, Andrea Bocelli e altre star hollywoodiane.
Poliglotta, reduce da performance in inglese in format televisivi di matrice talent-show trasmessi in cinque paesi europei, si è anche cimentato a Vienna, a Berlino e Hollywood, passando per tappe fondamentali nella sua crescita professionale, quali Dubai, Montecarlo, Istanbul, oltreché Francia, Germania, Belgio e Svizzera, relazionandosi con celebrità planetarie quali, tra gli altri, Sting, Arnold Schwarzenegger, Mike Tyson, Seal, Nicole Scherzinger, Jason Derulo, Flavio Briatore, ma anche reali, imprenditori, manager e artisti di varie branche, dall’economia al jet set.
“Fare impresa nel mondo della comunicazione (e comunicare anche se stessi in forma diretta con il pubblico) è uno dei lavori più difficili mai concepiti poiché significa tenere rapporti costanti con una miriade di sinergie di varia natura, sia sul palco che dietro le quinte, stando attenti ad ogni minima sfumatura, tenendo poi conto il fattore fondamentale della multiculturalità e del modus operandi di ogni interazione.
Con gli austriaci e con il centro Europa ho un certo tipo di approccio, con i francesi un altro. Se i tedeschi e i nordici chiedono più concretezza, gli americani amano un genere di scenari visivamente plateali, mentre con gli italiani sappiamo bene che pathos e dialogo (anche il ‘romanticismo’ della lingua lo impone) sono la base di un traguardo sicuro.
Imprenditori di sé stessi poi, è ancor più delicato, poiché in certi frangenti ti stai giocando tutto, su ogni decisione presa e per ogni connessione maturata, sia a livello di futuri progetti, ma anche a carattere puramente personale.
È una professione bellissima, in costante crescita e maturità umana, ma invito tutti quei giovani che intendono perseguirla a prenderla davvero sul serio e a non lasciare mai niente al caso. Niente! Ci vuole talento, sì, convengo, ma quel che conta seriamente è la perseveranza e fare dei propri errori (piccoli o grandi che siano) il sommo insegnamento per i passi successivi.”
E allora… ci vediamo sul prossimo palco.
Ciao!
